Nessuno escluso 2.0


Nome organizzazione: ACLI Sede Provinciale di Verona APS (Verona)
Ambito d'intervento: Assistenza socio-sanitaria
Beneficiari: 114 minori residenti in provincia di Verona
Obiettivo del progetto: Contrastare la dispersione scolastica con percorsi di supporto allo studio 
Cifra erogata: 18.000 euro

Relazioni sociali contro il rischio di dispersione scolastica

L’Associazione di Promozione Sociale ACLI - Sede Provinciale di Verona è autrice del progetto “Nessuno escluso”, dedicato al problema sociale della dispersione scolastica e dei “NEET” (persone non impegnate né nello studio né nel lavoro né nella formazione) e al suo collegamento a una varietà di cause, derivanti dal contesto familiare e sociale, collegate tra loro.

Proprio per potenziarne le attività nasce la “versione 2.0” dell’iniziativa, per ampliarne i servizi al fine di offrire ai giovani, e in particolare ai residenti in particolari aree più a rischio della provincia veronese, spazi e percorsi di crescita positivi con azioni di socializzazione ma anche informazione e orientamento in relazione al rischio di abbandono scolastico: l’intervento intende prevenirlo e contrastarlo con azioni integrate di accompagnamento e supporto in un ambiente protetto attraverso una serie di iniziative culturali, laboratori e opportunità di condivisione.

A livello pratico, il progetto “Nessuno escluso 2.0” vuole potenziare il supporto scolastico ai ragazzi in maggiore difficoltà attivando percorsi di studio individuali con una figura preparata, in grado di offrire un ascolto attivo per orientarli e accompagnarli.

Parallelamente, alle famiglie dei ragazzi sono proposti percorsi sulla genitorialità per offrire strumenti utili a gestire al meglio la relazione con i propri figli e, per i neomaggiorenni, uno sportello di orientamento scolastico e lavorativo.


Il futuro è garantito... oltre la pandemia Nel 2020 ACLI Verona ha ridefinito le iniziative di supporto e orientamento per ragazzi a rischio di dispersione scolastica: le attività inizialmente previste sono riprese in autunno, mentre in primavera/estate alle iniziative temporanee di supporto virtuale per soggetti fragili si è affiancato il centro estivo, permettendo di accogliere anche più beneficiari di quanti inizialmente previsti.

Ripensato alla luce del periodo pandemico da cui sono emersi nuovi bisogni dei minori e delle famiglie, il progetto ha previsto un investimento maggiore su: bisogno di socializzazione dei giovani; rischio di un uso sbagliato e di una dipendenza dai social network; necessità di rielaborazione del periodo vissuto in lockdown; accompagnamento nello studio in una fase di DAD e chiusura scolastica; infine necessità per le famiglie di opportunità per il tempo libero dei figli nell’estate 2020.

Di conseguenza, fino alla chiusura del progetto a gennaio 2021, i percorsi individuali sono stati realizzati a distanza e le attività laboratoriali inserite nel contesto di un centro estivo; l’unica attività completamente rivista è stata quella dello sportello di orientamento al lavoro per neomaggiorenni che, a causa della chiusura delle scuole, è stata rimodulata in un’azione concreta di coinvolgimento attivo di 3 giovani a rischio devianza nel contesto dell’attività estiva.