Reale o virtuale, fare il bullo non vale

Nome organizzazione: Zefiro7 (Verona)
Ambito d'intervento: Assistenza sociale e socio-sanitaria, educazione, formazione
Beneficiari: Bambini, ragazzi, docenti e genitori delle scuole elementari, medie e superiori veronesi
Obiettivo del progetto: Sensibilizzare ragazzi e adulti per individuare una strategia preventiva anti-bullismo in rete
Cifra erogata: 10.000 euro

Sensibilizzazione per adulti e ragazzi contro il cyberbullismo

Secondo recenti ricerche, ben i 2/3 dei minori italiani riconoscono nel cyberbullismo la principale minaccia nella quotidianità, mentre la percentuale di insegnanti che riceve la richiesta d’aiuto di una vittima e può quindi intervenire cresce positivamente quando viene effettuata una formazione specifica su questo tema.

Sulla base di questi dati l’associazione Zefiro7 si propone di attuare, nell’anno scolastico 2017/2018, interventi in vari istituti veronesi volti a coinvolgere il maggior numero possibile di alunni e docenti dalle scuole elementari alle superiori.

Il progetto comprende un piano di sensibilizzazione per acquisire competenze nella gestione del cyberbullismo e dipendenza da internet, a partire dalla formazione degli adulti (docenti e genitori) a contatto con i ragazzi.

Il progetto “Reale o virtuale, fare il bullo non vale” ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza all’uso di internet riducendo l’impatto del fenomeno con l’attivazione di programmi di intervento di tipo preventivo, attraverso una serie di incontri previsti nella Scuola primaria (8 classi), nelle classi Medie Inferiori (7 classi) e Medie Superiori (12 classi) in città e provincia di Verona.

Il futuro è garantito

Attraverso il sostegno ricevuto da Fondazione, è stato attivato un piano di sensibilizzazione e di formazione ai docenti dell’Istituto Alberghiero Carnacina e dell’Istituto Comprensivo Falcone Borsellino e interventi diretti nelle classi, rivolti ai ragazzi e ai bambini perché acquisiscano competenze nella gestione del cyberbullismo e dipendenza da rete.

Nella scuola primaria si è lavorato in 16 classi, per un totale di 4 ore per classe. I bambini, giocando con la favola di Pinocchio, sono stati stimolati a creare delle storie attraverso le quali hanno potuto esprimere le loro emozioni e le loro capacità empatiche, importanti fattori di protezione contro il cyberbullismo.

Alle medie si è agito con i docenti, avviando uno sportello che ha contribuito ad affrontare criticità e a superare il senso di inadeguatezza degli educatori.

Con gli alunni delle superiori, 30 classi tra la sede di Bardolino e quella di Valeggio, si è cercato invece attraverso l’uso di questionari e video con il biennio e di un processo simulato verso il bullo con i ragazzi del triennio, di sviluppare la consapevolezza delle conseguenze del loro agire o non agire, riconoscendo le loro emozioni, ripensando alle situazioni in altro modo, scegliendo la strada dello “smontare il bullo”, denunciando la situazione ad insegnanti e genitori.