Uscire dal silenzio

Nome organizzazione: Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita (Verona)
Ambito d'intervento: Assistenza sociale e socio-sanitaria
Beneficiari: Coppie e famiglie
Obiettivo del progetto: Supporto ai genitori colpiti da un lutto perinatale
Cifra erogata: 9.350 euro

Per dare voce al lutto perinatale al fianco delle famiglie

La gravidanza è sinonimo di nuova vita: purtroppo però a volte questo non accade, e ciò che resta è spesso il doloroso silenzio delle famiglie colpite dalla perdita. Ed è per “uscire dal silenzio” che Il Melograno, centro veronese di informazione su maternità e nascita, elabora un progetto dedicato al lutto perinatale, la perdita di un figlio che avviene tra la 27° settimana di gravidanza e i 7 giorni dopo il parto.

Nonostante le cifre importanti (in Italia, l’incidenza annuale è stimata in 2000/2500 gravidanze), lo spazio di supporto al lutto perinatale è bassissimo. Rispetto al territorio nazionale Verona rappresenta una realtà sensibile al tema in cui dal 2012, soprattutto ad opera dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Borgo Roma (reparto di Neonatologia) sono stati realizzati diversi momenti d'incontro e riflessione sul tema. Tema che resta difficile da affrontare non solo per chi vive questo momento, molto spesso non riconosciuto e supportato, ma anche da parte di chi “incrocia” queste persone lungo la propria vita professionale, ne riconosce il disagio o la difficoltà ma si trova impreparato a fornire supporto e aiuto.

Il progetto “Uscire dal silenzio” prende le mosse da queste considerazioni: il silenzio è certamente quello delle famiglie, ma anche di chi come operatore avverte la necessità di una specifica formazione nel settore pre-educativo ed educativo. Per questo motivo il progetto parte dall’investimento diretto fatto d'informazione e formazione cui accedono i professionisti, sia del Melograno che di diverse realtà cittadine, che s’impegnano a proseguire a loro volta presso le proprie realtà l’opera di formazione; in parallelo si costituiscono due gruppi di auto-mutuo-aiuto con il compito di affrontare direttamente il problema con i genitori e gli operatori coinvolti. A seguire, nel 2017, la realizzazione di un convegno di collegamento con il territorio in cui raccontare le diverse esperienze del progetto, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni, e infine l’avvio di servizi autonomi da parte degli operatori ed educatori formati sul tema.